Un giorno di settembre

Mi ricordo ancora il mio primo giorno di scuola, se chiudo gli occhi sento ancora quelle voci di bambini che giocano fra di loro, mamme che parlavano e io spaventata stringevo forte la mano di mia madre, trovando in quel contatto la forza di non piangere, di colpo il suono della campanella, così squillante quasi fastidioso, all'improvviso il grande portone si apre ed il cortile in un attimo si svuota di tutti quei rumori. Entrando in classe incontro la mia maestra che ricordo stupendo, era una donna dolcissima, mi faceva sentire importante, a lei io dedicavo tutti i miei racconti e lei orgogliosamente li mostrava ai suoi colleghi. Era così bella la scuola! Poi improvvisamente tutto cambiò, la maestra andò via e chi la sostituì non era né dolce né comprensiva, i miei racconti furono sostituiti da umiliazioni e frustrazioni che ancora adesso che sono una donna né porto il segno dentro. Sento ancora quella voce severa, che mi urlava contro "Domani le orecchie d'asino le metto a te!" e le risate dei miei compagni, io mi sentivo morire pensando e sperando che non arrivasse mai domani e che quel portone della scuola si chiudesse lasciandomi fuori di un mondo che non mi apparteneva, perché io bambina poco intelligente non avevo niente da condividere con quella gente.

Cristina Torella

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