LA SOFFERENZA DI UNA
DONNA
Guardandomi allo specchio vedo ancora il volto spaventato e
sofferente, di un passato non tanto lontano quando le tue mani si accanivano sul
mio corpo.
Sotto il cuscino soffocavo il pianto, pregando Dio che ti facesse smettere,
quel dolore lo sentivo sempre più forte non erano solo le botte era
l’umiliazione, frustrazione, finzione,
con cui avevo imparato a convivere.
Nascondevo le braccia in un lungo maglione così nessuno vedeva nessuno sapeva di
quanti lividi era marchiata la mia pelle.
Ho portato chiuso dentro di me come un lutto un matrimonio da dimenticare un
uomo da odiare.
Trasandata camminavo ai bordi delle strade rasenti ai muri se vi erano per
passare inosservata dalla gente.
Finalmente un giorno da quel incubo mi sono svegliata,
e un urlo è uscito dalla bocca…
Basta io esisto!
Non sono un niente ho un cicatrice nel cuore ma sono una vincente.
Con la stima e l’amicizia che ci legano, è dedicata a te Michela
Cristina Torella